Trattamenti chimici impianti

Trattamenti chimici impianti

Il calcare in Italia è quasi onnipresente come conseguenza della durezza dell'acqua.

Trattamenti chimici impianti

Il calcare in Italia è quasi onnipresente come conseguenza della durezza dell'acqua.

Esso causa molti danni, bloccando le componenti e le tubazioni, e fa aumentare i costi del riscaldamento ostacolando lo scambio termico. In particolare il dannoso strato di calcare, che si forma in misura proporzionale alla temperatura dell'acqua, incrosta il circuito sanitario: serpentine, scambiatori, scaldabagno, serbatoi di accumulo dell'acqua calda e tubazioni.

Negli anni passati, per sciogliere il calcare, si utilizzavano usano acidi minerali forti, come il solforico o il muriatico, rischiando di danneggiare i metalli dell'impianto e anche di lasciare in circolazione residui di prodotti dannosi per l'uomo e per l'ambiente.

Attualmente in commercio esistono diversi prodotti, che si trasportano senza pericolo e si dosano a seconda del bisogno.

  • Quando?

    Il lavaggio dell'impianto ed il successivo trattamento dell'acqua può essere effettuato in qualsiasi momento, e diventa obbligatorio quando si installa una nuova caldaia, sia su impianto preesistente che su impianto nuovo.

  • Perchè?

    Vi sono tre ordini di motivazioni per procedere con il lavaggio dell'impianto:

    1. Prevenire o risolvere i problemi per l'impianto e per le caldaie, soprattutto a condensazione. I problemi sono quelli derivanti da:
    - corrosioni, generalizzate e puntiformi,
    - depositi di calcare e incrostazioni,
    - formazione di alghe (per impianti a pannelli radianti, e basse temperature).

    2. Ottemperare ai requisiti legislativi: DL 195 (05) e DL 311 (06) resi attuativi dal DPR 59 (09), che all'articolo 4 comma 14 indica chiaramente l'obbligatorietà di questo intervento.

    3. Risparmiare denaro: questo intervento fa risparmiare denaro sia direttamente in termini di combustibile, sia aumentando la durata e l'efficienza dell'impianto, e riducendo le necessità di interventi di manutenzione. Sebbene sia difficile calcolare con precisione l'entità del risparmio, date le numerose variabili in gioco, alcuni studi indicano che, con un trattamento ben eseguito e con prodotti idonei, si risparmia, come minino, il 2.5% di combustibile, ma si può arrivare anche al 10% ed oltre, se si partiva da un impianto molto sporco.



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